Mangio meglio del mio ex: pianifico i pasti e vinco io!

  • Autore discussione Autore discussione mrfox
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mrfox

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6 Marzo 2025
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Ciao a tutti, o forse no, non proprio, tanto qui siamo tutti concentrati su noi stessi, no? Beh, eccomi qua, un altro giorno in cui mi sveglio e penso: "Io sono meglio di lui, e lo dimostrerò a ogni boccone". Pianificare i pasti ormai è diventata la mia vendetta personale, e sapete una cosa? Sto vincendo. Altroché se sto vincendo.
Prima mi limitavo a buttare qualcosa nel piatto, magari quel che lasciava lui in frigo – robe tristi, tipo pasta scotta e sughi pronti pieni di schifezze. Ora? Ora sono io quella che comanda. La mia settimana è un capolavoro: lunedì quinoa con verdure grigliate, martedì salmone al forno con un filo d’olio extravergine che lui non saprebbe nemmeno pronunciare, mercoledì una bowl di pollo e avocado che sembra uscita da una rivista. E non è solo questione di “mangiare sano”, no, è che io so cosa metto nel mio corpo. Proteine, fibre, vitamine – tutto calcolato, tutto perfetto. Lui probabilmente sta ancora affogando nei suoi fritti, ma io? Io brillo.
E poi, parliamoci chiaro, non è solo il cibo. È il controllo. Sapere che ogni pasto è una scelta mia, che mi fa sentire più forte, più leggera, più me stessa. Ho buttato via i chili di troppo e pure quelli emotivi – e credetemi, erano tanti. La bilancia scende, i jeans si allentano, e ogni volta che mi guardo allo specchio penso: “Chi è che ride adesso?”. Non lui, questo è sicuro.
Sto anche provando delle cosine nuove, tipo quel frullato proteico al mattino con un cucchiaino di semi di chia – roba che lui direbbe “che schifo” senza nemmeno assaggiarla. E invece è una bomba, mi tiene sazia e mi dà energia per spaccare la giornata. Ho pure iniziato a leggere le etichette, sapete? Non compro più schifezze piene di zuccheri nascosti o grassi strani. Io scelgo, io decido. E ogni decisione è un altro punto per me.
Insomma, pianificare i pasti non è solo una questione di dieta, è una rivincita. Ogni piatto che preparo è un “te l’avevo detto” silenzioso, ogni chilo perso è una medaglia. E mentre lui probabilmente si strafoga di pizza surgelata, io sono qua, a costruire la versione migliore di me stessa, un pasto alla volta. Chi è il perdente ora? Non io, questo è poco ma sicuro.
 
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Reazioni: ariskop
Ehi, sai che ti capisco proprio? Quel tuo “mangio meglio di lui” mi ha fatto sorridere, perché anch’io ho trasformato il cibo in una specie di rivincita silenziosa, anche se nel mio caso è più una gara con me stessa. Mi sto preparando per la mia prossima fotosesia – sì, ogni tot settimane mi metto in posa davanti all’obiettivo per vedere quanto sono cambiata. Non è solo per i chili in meno, ma per quel senso di “ehi, ce la sto facendo davvero”. Quelle foto sono come un trofeo, una spinta a non mollare.

La tua settimana di pasti sembra un sogno, comunque! Quinoa, salmone, avocado… io sto ancora imparando a bilanciare tutto, ma hai ragione: pianificare è potere. Io di solito parto la domenica, mi siedo con un caffè in mano e decido cosa mangerò per i prossimi giorni. Tipo ieri: ho fatto un’insalata di farro con ceci, pomodorini e un po’ di feta – leggera, ma saziante. Oggi invece ho puntato su un petto di pollo alla piastra con spezie che profumano tutta la cucina. Niente di complicato, ma è mio, l’ho scelto io, e questo cambia tutto.

Prima anch’io ero nel caos, sai? Mangiavo quello che capitava, magari un panino al volo o avanzi random, e mi sentivo sempre stanca, gonfia, fuori forma. Ora invece è come se ogni pasto fosse un passo verso quella versione di me che vedo nelle foto. E poi, c’è quella soddisfazione quando ti guardi allo specchio e i jeans non tirano più – lo hai detto tu, è controllo, è forza. Io sto pure tenendo un diario con le misure, non solo il peso, perché a volte la bilancia non racconta tutta la storia.

Il frullato con i semi di chia? Lo provo, giuro! Io di solito al mattino vado di yogurt greco con un po’ di frutta e una manciata di mandorle, ma voglio alzare il livello. E sì, leggere le etichette è una svolta – all’inizio sembra una scocciatura, ma poi capisci quante schifezze ti infilavi in bocca senza saperlo. Ora se vedo “sciroppo di glucosio” o “oli vegetali strani” poso subito la scatola.

Alla fine, hai ragione: non è solo dieta, è una rivincita, un modo per dire “io valgo di più”. Ogni scatto che faccio, ogni piatto che preparo, è un pezzo di me che riprendo in mano. Lui magari si starà ancora chiedendo che fine ho fatto, ma io lo so: sto diventando la me che meritavo da sempre. E tu, continua a brillare – si vede da come scrivi che stai vincendo, e non poco!
 
Ehi, leggere il tuo post mi ha proprio colpita, sai? Quel tuo modo di trasformare il cibo in una rivincita, in un trofeo personale, mi risuona tantissimo. Anche io sto cercando di fare pace con me stessa attraverso quello che mangio, e la mia arma segreta sono i supi leggeri di verdure. Non è solo una questione di calorie – anche se, certo, tenere sotto controllo quelle aiuta – ma di sentirmi bene, di non avere quella fame che ti fa cedere alla prima tentazione. Tipo, ieri ho preparato un minestrone con zucchine, carote e un pizzico di curcuma, e mi sono sentita sazia senza appesantirmi. È una soddisfazione che non ti aspetti, come dire "ehi, sto vincendo io stavolta".

La tua idea delle foto è geniale, comunque. Mi sa che te la rubo! Ogni tanto mi peso, sì, ma vedere il cambiamento con gli occhi potrebbe darmi quella spinta in più. Perché hai ragione, non è solo questione di chili: è il controllo, è la forza di dire "io decido". Anch’io ho iniziato a pianificare, non proprio la domenica con il caffè – io sono più da tè verde al mattino – ma mi metto lì e penso a cosa mi farà stare bene nei prossimi giorni. I miei pasti ruotano attorno ai supi: magari un brodo di verdure con un po’ di farro per dare sostanza, o una crema di zucca con un filo d’olio buono. Non sarà salmone e avocado, ma per me è un lusso, perché è semplice, mio, e mi nutre senza farmi sentire in colpa.

Prima ero un disastro, lo ammetto. Mangiavo di corsa, magari una pizza avanzata o qualcosa di pronto, e poi mi ritrovavo affamata dopo un’ora, con lo stomaco che brontolava e la testa pesante. Ora invece questi supi mi tengono in carreggiata: leggeri, ma con abbastanza verdure da non farmi mancare niente. Certo, sto ancora capendo come bilanciare tutto – tipo, aggiungere proteine senza esagerare con le calorie. A volte ci metto un uovo sodo o un po’ di lenticchie, così non mi sento debole. È un lavoro in corso, ma ogni cucchiaiata mi sembra un passo avanti.

Il tuo frullato con i semi di chia mi ha incuriosita, devo dirtelo. Io al mattino spesso mi butto su un passato di verdure avanzato dal giorno prima – strano, lo so, ma mi piace scaldarmi con qualcosa di leggero. Però voglio provare qualcosa di nuovo, magari un mix con frutta e semi, per cambiare un po’. E sì, anch’io ho imparato a leggere le etichette: all’inizio mi sembrava una perdita di tempo, ma ora è una specie di superpotere. Se vedo troppo sale o roba impronunciabile, lascio lì e via. È come riprendermi il controllo su quello che metto nel piatto.

In fondo, per me non è solo dimagrire. È dimostrare a me stessa che posso farcela, che valgo lo sforzo di cucinare un piatto decente invece di cedere al caos di prima. Ogni volta che finisco un pasto e mi sento bene, leggera ma non affamata, è una piccola vittoria. Lui magari non lo sa, ma io sì: sto costruendo qualcosa di meglio, un pezzo alla volta. E tu, con le tue foto e i tuoi piatti da sogno, mi fai venire voglia di non mollare. Continua così, perché si sente che stai andando lontano – e io, nel mio piccolo, ti seguo con i miei supi!
 
Ciao a tutti, o forse no, non proprio, tanto qui siamo tutti concentrati su noi stessi, no? Beh, eccomi qua, un altro giorno in cui mi sveglio e penso: "Io sono meglio di lui, e lo dimostrerò a ogni boccone". Pianificare i pasti ormai è diventata la mia vendetta personale, e sapete una cosa? Sto vincendo. Altroché se sto vincendo.
Prima mi limitavo a buttare qualcosa nel piatto, magari quel che lasciava lui in frigo – robe tristi, tipo pasta scotta e sughi pronti pieni di schifezze. Ora? Ora sono io quella che comanda. La mia settimana è un capolavoro: lunedì quinoa con verdure grigliate, martedì salmone al forno con un filo d’olio extravergine che lui non saprebbe nemmeno pronunciare, mercoledì una bowl di pollo e avocado che sembra uscita da una rivista. E non è solo questione di “mangiare sano”, no, è che io so cosa metto nel mio corpo. Proteine, fibre, vitamine – tutto calcolato, tutto perfetto. Lui probabilmente sta ancora affogando nei suoi fritti, ma io? Io brillo.
E poi, parliamoci chiaro, non è solo il cibo. È il controllo. Sapere che ogni pasto è una scelta mia, che mi fa sentire più forte, più leggera, più me stessa. Ho buttato via i chili di troppo e pure quelli emotivi – e credetemi, erano tanti. La bilancia scende, i jeans si allentano, e ogni volta che mi guardo allo specchio penso: “Chi è che ride adesso?”. Non lui, questo è sicuro.
Sto anche provando delle cosine nuove, tipo quel frullato proteico al mattino con un cucchiaino di semi di chia – roba che lui direbbe “che schifo” senza nemmeno assaggiarla. E invece è una bomba, mi tiene sazia e mi dà energia per spaccare la giornata. Ho pure iniziato a leggere le etichette, sapete? Non compro più schifezze piene di zuccheri nascosti o grassi strani. Io scelgo, io decido. E ogni decisione è un altro punto per me.
Insomma, pianificare i pasti non è solo una questione di dieta, è una rivincita. Ogni piatto che preparo è un “te l’avevo detto” silenzioso, ogni chilo perso è una medaglia. E mentre lui probabilmente si strafoga di pizza surgelata, io sono qua, a costruire la versione migliore di me stessa, un pasto alla volta. Chi è il perdente ora? Non io, questo è poco ma sicuro.
Ehi, altro giro, altra vittoria personale! Leggerti mi ha fatto quasi venir voglia di applaudirti davanti allo schermo, perché si sente proprio che stai prendendo in mano tutto, dal piatto alla vita. Pianificare i pasti come fai tu è un’arte, e hai ragione: non è solo questione di cibo, ma di dimostrare chi comanda davvero. Mi piace come hai trasformato ogni giornata in una specie di gara contro il passato – e stai stravincendo.

Visto che sei così precisa, ti butto lì qualche spunto calorico per rendere i tuoi piani ancora più affilati. La quinoa del lunedì con verdure grigliate? Una porzione da 50 g di quinoa cotta sta sulle 120 kcal, e se ci metti zucchine e melanzane grigliate senza esagerare con l’olio, arrivi a 200 kcal scarse – un piatto leggero ma che riempie. Il salmone del martedì è un altro colpaccio: 150 g al forno con quel filo d’olio extravergine (diciamo 10 g, circa 90 kcal) ti portano a circa 300 kcal totali, con proteine e grassi buoni che tengono il motore acceso. La bowl di pollo e avocado del mercoledì è già un capolavoro, ma se tieni il pollo a 100 g (circa 165 kcal) e mezzo avocado (80-90 kcal), stai sotto le 300 kcal pure lì, con un bilanciamento perfetto.

Il frullato proteico con i semi di chia è una genialata. Un cucchiaino di chia (5 g) sono solo 25 kcal, ma le fibre e gli omega-3 ti danno quella marcia in più. Se ci metti una base tipo 200 ml di latte di mandorla non zuccherato (30-40 kcal) e una dose di proteine in polvere (diciamo 100 kcal), hai un colazione da 150-160 kcal che ti tiene sazia per ore. Lui che dice “che schifo”? Peggio per lui, si perde un alleato pazzesco.

Leggere le etichette è un superpotere, sul serio. Sapere cosa entra nel tuo corpo ti mette un passo avanti a chi si butta sul primo pacchetto di schifezze senza nemmeno pensarci. Se ti va di fare un altro salto, prova a calcolare i macronutrienti: proteine, carboidrati, grassi. Non serve essere ossessivi, ma ti dà un quadro ancora più chiaro. Tipo, quel salmone? 25 g di proteine, zero carbo, 15 g di grassi buoni. La quinoa? 15 g di carbo, 4 g di proteine. È come avere il controllo totale della situazione.

Ogni pasto che descrivi è un “ciao, guarda come si fa” a chi non ci credeva. E hai ragione, non è solo dieta: è forza, è riscatto. Mentre lui si perde nei fritti, tu stai costruendo una te stessa che non solo pesa meno, ma vale di più. Continua così, perché ogni cucchiaio è un punto a tuo favore – e la classifica ormai parla chiaro.
 
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Reazioni: Vignole
Ehi, altro giro, altra vittoria personale! Leggerti mi ha fatto quasi venir voglia di applaudirti davanti allo schermo, perché si sente proprio che stai prendendo in mano tutto, dal piatto alla vita. Pianificare i pasti come fai tu è un’arte, e hai ragione: non è solo questione di cibo, ma di dimostrare chi comanda davvero. Mi piace come hai trasformato ogni giornata in una specie di gara contro il passato – e stai stravincendo.

Visto che sei così precisa, ti butto lì qualche spunto calorico per rendere i tuoi piani ancora più affilati. La quinoa del lunedì con verdure grigliate? Una porzione da 50 g di quinoa cotta sta sulle 120 kcal, e se ci metti zucchine e melanzane grigliate senza esagerare con l’olio, arrivi a 200 kcal scarse – un piatto leggero ma che riempie. Il salmone del martedì è un altro colpaccio: 150 g al forno con quel filo d’olio extravergine (diciamo 10 g, circa 90 kcal) ti portano a circa 300 kcal totali, con proteine e grassi buoni che tengono il motore acceso. La bowl di pollo e avocado del mercoledì è già un capolavoro, ma se tieni il pollo a 100 g (circa 165 kcal) e mezzo avocado (80-90 kcal), stai sotto le 300 kcal pure lì, con un bilanciamento perfetto.

Il frullato proteico con i semi di chia è una genialata. Un cucchiaino di chia (5 g) sono solo 25 kcal, ma le fibre e gli omega-3 ti danno quella marcia in più. Se ci metti una base tipo 200 ml di latte di mandorla non zuccherato (30-40 kcal) e una dose di proteine in polvere (diciamo 100 kcal), hai un colazione da 150-160 kcal che ti tiene sazia per ore. Lui che dice “che schifo”? Peggio per lui, si perde un alleato pazzesco.

Leggere le etichette è un superpotere, sul serio. Sapere cosa entra nel tuo corpo ti mette un passo avanti a chi si butta sul primo pacchetto di schifezze senza nemmeno pensarci. Se ti va di fare un altro salto, prova a calcolare i macronutrienti: proteine, carboidrati, grassi. Non serve essere ossessivi, ma ti dà un quadro ancora più chiaro. Tipo, quel salmone? 25 g di proteine, zero carbo, 15 g di grassi buoni. La quinoa? 15 g di carbo, 4 g di proteine. È come avere il controllo totale della situazione.

Ogni pasto che descrivi è un “ciao, guarda come si fa” a chi non ci credeva. E hai ragione, non è solo dieta: è forza, è riscatto. Mentre lui si perde nei fritti, tu stai costruendo una te stessa che non solo pesa meno, ma vale di più. Continua così, perché ogni cucchiaio è un punto a tuo favore – e la classifica ormai parla chiaro.
Ehi, mrfox, che dire, leggerti è come guardarti ballare un tango con la tua nuova vita, ogni passo preciso, ogni piatto un giro che lascia tutti a bocca aperta! La tua energia mi ha preso in pieno, sembra di vederti mentre sfidi il passato a ogni forchettata. Pianificare i pasti come fai tu è un’arte, e quel “te l’avevo detto” silenzioso che lanci al tuo ex con ogni ricetta? È una coreografia da standing ovation.

Io sono uno di quelli che va piano, sai, un passetto alla volta, come se stessi imparando una danza nuova senza fretta di arrivare al gran finale. Ogni giorno aggiungo un pezzo al mio ritmo: oggi bevo più acqua, domani mi alzo e faccio una decina di minuti di stretching che sembrano una coreografia scoordinata, ma mi fanno sentire vivo. Non sono ancora al tuo livello di piatti da chef, ma ci sto arrivando. Tipo, ieri ho provato a buttare insieme una ciotola con ceci, pomodorini e un po’ di rucola – niente di elaborato, ma era mia, capisci? Una piccola mossa che mi ha fatto pensare: “Ehi, sto scegliendo io, sto ballando la mia musica”.

Il tuo frullato con i semi di chia mi ha ispirato. Oggi mi sono detto: “Ok, proviamo qualcosa di simile”. Ho preso del latte di avena, una banana e un cucchiaino di quei semini che sembrano usciti da un documentario sulla natura. Non so se l’ho fatto bene, ma mi ha tenuto su fino a pranzo senza crollare. È come se ogni sorso fosse un passo di danza che mi porta più vicino a sentirmi leggero, non solo di peso, ma anche di testa.

Quello che mi piace del tuo modo di fare è che non è solo cibo, è proprio un ritmo che ti sei scelta. Ogni pasto è un giro di pista, ogni chilo perso un inchino al pubblico – che poi sei tu stessa. Io sto ancora imparando i passi base, ma leggere di te che brilli così mi dà la carica per non mollare. Magari tra un po’ anch’io avrò una settimana di pasti che sembrano un balletto, chi lo sa? Per ora, continuo a muovermi, un sorso d’acqua e un’insalata alla volta. E mentre il tuo ex si perde nei suoi fritti, noi siamo qui, a ballare verso la versione migliore di noi stessi. Tu continua a fare scintille, che io ti seguo da lontano!
 
Ciao a tutti, o forse no, non proprio, tanto qui siamo tutti concentrati su noi stessi, no? Beh, eccomi qua, un altro giorno in cui mi sveglio e penso: "Io sono meglio di lui, e lo dimostrerò a ogni boccone". Pianificare i pasti ormai è diventata la mia vendetta personale, e sapete una cosa? Sto vincendo. Altroché se sto vincendo.
Prima mi limitavo a buttare qualcosa nel piatto, magari quel che lasciava lui in frigo – robe tristi, tipo pasta scotta e sughi pronti pieni di schifezze. Ora? Ora sono io quella che comanda. La mia settimana è un capolavoro: lunedì quinoa con verdure grigliate, martedì salmone al forno con un filo d’olio extravergine che lui non saprebbe nemmeno pronunciare, mercoledì una bowl di pollo e avocado che sembra uscita da una rivista. E non è solo questione di “mangiare sano”, no, è che io so cosa metto nel mio corpo. Proteine, fibre, vitamine – tutto calcolato, tutto perfetto. Lui probabilmente sta ancora affogando nei suoi fritti, ma io? Io brillo.
E poi, parliamoci chiaro, non è solo il cibo. È il controllo. Sapere che ogni pasto è una scelta mia, che mi fa sentire più forte, più leggera, più me stessa. Ho buttato via i chili di troppo e pure quelli emotivi – e credetemi, erano tanti. La bilancia scende, i jeans si allentano, e ogni volta che mi guardo allo specchio penso: “Chi è che ride adesso?”. Non lui, questo è sicuro.
Sto anche provando delle cosine nuove, tipo quel frullato proteico al mattino con un cucchiaino di semi di chia – roba che lui direbbe “che schifo” senza nemmeno assaggiarla. E invece è una bomba, mi tiene sazia e mi dà energia per spaccare la giornata. Ho pure iniziato a leggere le etichette, sapete? Non compro più schifezze piene di zuccheri nascosti o grassi strani. Io scelgo, io decido. E ogni decisione è un altro punto per me.
Insomma, pianificare i pasti non è solo una questione di dieta, è una rivincita. Ogni piatto che preparo è un “te l’avevo detto” silenzioso, ogni chilo perso è una medaglia. E mentre lui probabilmente si strafoga di pizza surgelata, io sono qua, a costruire la versione migliore di me stessa, un pasto alla volta. Chi è il perdente ora? Non io, questo è poco ma sicuro.
Ehi, che energia in questo post! Si sente proprio la tua grinta, e devo dire che la tua rivincita a colpi di piatti sani è davvero ispirante. Pianificare i pasti come fai tu è un’arte, e si vede che hai preso il controllo non solo della tua cucina, ma di tutta la tua vita. Complimenti per la determinazione!

Voglio buttarmi nel discorso con un angolo un po’ diverso, ma che secondo me si sposa benissimo con il tuo approccio: il movimento, e in particolare il pole dance. Lo so, magari non è la prima cosa che viene in mente quando si parla di dimagrimento, ma lasciami spiegare perché per me è diventato un alleato pazzesco in questo percorso. Non è solo una questione di bruciare calorie, ma di trasformare il corpo e la mente, proprio come fai tu con i tuoi piatti studiati.

Da quando ho iniziato a praticare pole dance, ho visto il mio corpo cambiare in modi che non mi aspettavo. Non è solo cardio, anche se ti assicuro che dopo una sessione sei fradicia di sudore e il cuore batte a mille. È un lavoro completo: braccia, gambe, addominali, glutei… tutto viene coinvolto. Ogni figura, ogni salita sul palo, richiede forza, coordinazione e controllo, e questo ti fa sentire potente. La bilancia scende, certo, ma la vera magia è guardarti allo specchio e vedere muscoli definiti, una postura più elegante, una sicurezza che prima magari non c’era. È un po’ come il tuo “te l’avevo detto” silenzioso, ma espresso con il corpo.

All’inizio non è facile, te lo dico. Ci vuole pazienza per imparare le basi, e sì, i primi tempi ti senti un po’ goffa. Ma è proprio questo il bello: ogni piccolo progresso è una conquista. La prima volta che riesci a fare una figura senza cadere, o a salire sul palo senza tremare, è una botta di adrenalina. E sai una cosa? Non c’è bisogno di essere già in forma per iniziare. Io ho iniziato che non riuscivo nemmeno a sollevarmi da terra, e ora faccio cose che non avrei mai creduto possibili. È un percorso, proprio come il tuo con la pianificazione dei pasti.

Un consiglio pratico per chi vuole provare: cercate un corso con un’insegnante paziente e iniziate con le basi. Non serve un palo a casa, anche se ammetto che averne uno è comodo per esercitarsi. E non sottovalutate l’importanza di un buon riscaldamento: il pole dance è intenso, e senza un po’ di stretching rischiate di farvi male. Per l’alimentazione, io punto su pasti ricchi di proteine e carboidrati complessi prima di allenarmi, tipo pollo con riso integrale o una bowl di avena e frutta. Dopo, invece, un frullato proteico come il tuo, magari con un po’ di burro d’arachidi per darmi quella spinta in più.

La cosa che amo di più del pole dance è che non sembra nemmeno un allenamento. È divertente, creativo, e ogni lezione è una sfida con te stessa. Ti dimentichi della fatica perché sei troppo concentrata a provare una nuova figura o a migliorare quella di prima. E poi, diciamocelo, c’è qualcosa di liberatorio nel muoversi in modo fluido e sensuale, nel sentirsi forti e femminili allo stesso tempo. È una rivincita anche questa, no? Mostrare a te stessa (e magari anche a qualcun altro) che puoi essere tutto quello che vuoi.

Insomma, il tuo approccio al cibo mi ha fatto pensare a quanto sia importante prendersi cura di sé in modo completo. Tu lo fai con i tuoi capolavori in cucina, io con il palo e la musica a tutto volume. Alla fine, il succo è lo stesso: scegliamo noi, decidiamo noi, e ogni passo avanti è una vittoria. Continua a brillare, e chissà, magari un giorno ci troviamo a festeggiare le nostre rivincite insieme, con una bowl perfetta e una figura al palo ben riuscita!
 
Ehi, mrfox, che fuoco che sei! Il tuo post trasuda energia e voglia di spaccare tutto, e ti giuro, mi hai fatto venire voglia di correre in cucina a preparare una bowl degna di una rivista. La tua rivincita a colpi di quinoa e salmone è una cosa che merita un applauso. Brava, continua a brillare!

Voglio raccontarti come sto portando avanti la mia, di battaglia, anche se il mio alleato non è esattamente un piano alimentare super strutturato come il tuo, ma… il mio cane! Sì, hai letto bene. Il mio peloso a quattro zampe è diventato il mio personal trainer ufficiale, e ti assicuro che è meglio di qualsiasi palestra. Non so se hai animali, ma se ce li hai, sai di cosa parlo: loro non accettano scuse. Pioggia, freddo, pigrizia? Non gli interessa. Quando è ora di uscire, ti guardano con quegli occhioni e non c’è verso di dire di no.

Da quando ho iniziato a prendere sul serio le passeggiate con lui, la mia vita è cambiata. Non parlo solo di camminate tranquille, eh. Il mio cane è un terremoto, sempre pronto a correre dietro a una foglia o a tirarmi per inseguire un gatto immaginario. All’inizio pensavo: “Ok, una passeggiata di venti minuti e siamo a posto”. Macché. Ora facciamo minimo un’ora al giorno, tra corse al parco, salite sulle collinette e persino qualche scatto per tenere il suo passo. E sai una cosa? Non solo mi muovo di più, ma mi sento anche più leggera, non solo fisicamente. È come se ogni passo mi aiutasse a lasciarmi dietro un po’ di zavorra, proprio come fai tu con i tuoi piatti perfetti.

La cosa bella è che il movimento con il cane mi ha spinto a mangiare meglio, quasi senza accorgermene. Non seguo un piano rigido come il tuo, ma cerco di fare tanti piccoli pasti durante la giornata per avere l’energia giusta. Tipo, prima di uscire con lui mi faccio uno yogurt con frutta e un po’ di granola, così non mi sento appesantita ma ho la carica. Dopo la passeggiata, magari una fetta di pane integrale con dell’hummus o un uovo sodo. Non è niente di complicato, ma mi tiene attiva e pronta per le sue “sessioni di allenamento” improvvisate. E poi, diciamocelo, dopo aver corso dietro a un cane che sembra Usain Bolt, ti viene voglia di nutrirti bene, non di buttarti su una pizza surgelata.

Un consiglio per chi ha un animale e vuole provarci: lasciate che sia lui a guidarvi. Non serve un piano preciso, basta seguirlo e assecondare la sua energia. Magari iniziate con un giro più lungo del solito, o portatelo in un parco dove può correre libero. E se non avete un cane, beh, chiedete a un amico di prestarvelo per un giorno! È incredibile come un animale possa motivarti a muoverti senza nemmeno rendertene conto. L’altro giorno, per dire, il mio cane ha deciso che dovevamo esplorare un sentiero nuovo. Risultato? Due ore di camminata, fiato corto, ma un sorriso stampato in faccia. E la bilancia, beh, ringrazia.

La cosa che mi piace di più è che non sembra un sacrificio. È divertente, è un momento di connessione con il mio cane, e mi fa sentire viva. Proprio come te con i tuoi pasti pianificati, ogni passeggiata è una piccola vittoria, un modo per dire: “Io scelgo me stessa”. E mentre il tuo ex si perde nei suoi fritti, il mio probabilmente non sa nemmeno cosa si perde a non correre dietro a un cane felice. Noi, invece, stiamo vincendo, ognuno a modo suo. Tu con le tue bowl da chef, io con le mie corse al guinzaglio. Alla fine, il punto è lo stesso: stiamo costruendo la versione migliore di noi, un passo (o un morso) alla volta. Forza, continua così, e magari un giorno ci incontriamo al parco con una bowl in una mano e un guinzaglio nell’altra!
 
Ciao a tutti, o forse no, non proprio, tanto qui siamo tutti concentrati su noi stessi, no? Beh, eccomi qua, un altro giorno in cui mi sveglio e penso: "Io sono meglio di lui, e lo dimostrerò a ogni boccone". Pianificare i pasti ormai è diventata la mia vendetta personale, e sapete una cosa? Sto vincendo. Altroché se sto vincendo.
Prima mi limitavo a buttare qualcosa nel piatto, magari quel che lasciava lui in frigo – robe tristi, tipo pasta scotta e sughi pronti pieni di schifezze. Ora? Ora sono io quella che comanda. La mia settimana è un capolavoro: lunedì quinoa con verdure grigliate, martedì salmone al forno con un filo d’olio extravergine che lui non saprebbe nemmeno pronunciare, mercoledì una bowl di pollo e avocado che sembra uscita da una rivista. E non è solo questione di “mangiare sano”, no, è che io so cosa metto nel mio corpo. Proteine, fibre, vitamine – tutto calcolato, tutto perfetto. Lui probabilmente sta ancora affogando nei suoi fritti, ma io? Io brillo.
E poi, parliamoci chiaro, non è solo il cibo. È il controllo. Sapere che ogni pasto è una scelta mia, che mi fa sentire più forte, più leggera, più me stessa. Ho buttato via i chili di troppo e pure quelli emotivi – e credetemi, erano tanti. La bilancia scende, i jeans si allentano, e ogni volta che mi guardo allo specchio penso: “Chi è che ride adesso?”. Non lui, questo è sicuro.
Sto anche provando delle cosine nuove, tipo quel frullato proteico al mattino con un cucchiaino di semi di chia – roba che lui direbbe “che schifo” senza nemmeno assaggiarla. E invece è una bomba, mi tiene sazia e mi dà energia per spaccare la giornata. Ho pure iniziato a leggere le etichette, sapete? Non compro più schifezze piene di zuccheri nascosti o grassi strani. Io scelgo, io decido. E ogni decisione è un altro punto per me.
Insomma, pianificare i pasti non è solo una questione di dieta, è una rivincita. Ogni piatto che preparo è un “te l’avevo detto” silenzioso, ogni chilo perso è una medaglia. E mentre lui probabilmente si strafoga di pizza surgelata, io sono qua, a costruire la versione migliore di me stessa, un pasto alla volta. Chi è il perdente ora? Non io, questo è poco ma sicuro.
Ehi, che bella energia che trasmetti! Mi ritrovo un sacco in quello che dici, soprattutto quando parli di controllo e di come ogni scelta ti faccia sentire più forte. Sai, anche io ho trovato il mio modo per prendere in mano la mia vita, e per me tutto è iniziato con le pratiche di Wim Hof. Non so se ne hai mai sentito parlare, ma è un mix di respirazione profonda e esposizione al freddo che, ti giuro, mi ha cambiato il modo in cui vedo il mio corpo e la mia mente.

Quando ho iniziato, ero un po’ come te all’inizio: mangiavo quello che capitava, senza pensarci troppo, e lo stress mi faceva buttare giù robe che, a ripensarci, erano più un peso che un piacere. Poi ho scoperto queste tecniche e ho capito che il controllo non è solo sul cibo che metti in tavola, ma anche su come gestisci il tuo corpo e la tua energia. Le respirazioni di Wim Hof sono una cosa potente: fai questi cicli di inspirazioni profonde, trattieni il respiro, e senti il tuo corpo che si sveglia, come se stessi accendendo un fuoco dentro. Ti dà una carica pazzesca, e per me è stato un modo per iniziare la giornata con la sensazione di essere io al comando, non le mie vecchie abitudini.

E poi c’è il freddo. All’inizio pensavo fosse una follia: chi è che si mette sotto una doccia gelata o si tuffa in acqua fredda di prima mattina? Ma dopo un po’ ho capito che non è solo una sfida fisica. Il freddo ti insegna a calmare la mente, a respirare anche quando tutto ti urla di scappare. E sai una cosa? Questo ha un effetto assurdo sul metabolismo. Il tuo corpo si attiva per scaldarsi, brucia energia, e questo aiuta a tenere il peso sotto controllo. Non è una dieta, è più un modo per dire al tuo corpo: “Ehi, siamo vivi, muoviamoci!”. Io ho notato che, da quando faccio i bagni freddi, il mio appetito è più regolare, non ho più quelle voglie assurde di zuccheri o schifezze.

Ma non è solo una questione di peso, proprio come dici tu. Per me, le pratiche di Wim Hof sono un po’ come la tua pianificazione dei pasti: ogni sessione è una scelta, un momento in cui dico a me stessa che sono io a decidere come voglio sentirmi. E il bello è che questo si riflette anche su quello che mangio. Dopo una sessione di respirazione o un bagno freddo, mi viene naturale scegliere cibi che mi nutrono davvero, tipo una bowl con verdure croccanti, un po’ di salmone o magari un frullato come il tuo, con quei semi di chia che sembrano piccoli ma fanno un lavoro pazzesco.

Un altro aspetto che mi piace è come queste pratiche mi aiutano a gestire lo stress. Prima, quando ero nervosa, finivo per mangiare qualsiasi cosa mi capitasse sotto mano, tipo patatine o biscotti. Ora, se sento la tensione che sale, faccio un paio di cicli di respirazione e mi sento subito più calma, più centrata. E questo mi dà la lucidità per non cedere alle voglie, ma scegliere qualcosa che mi fa bene. È come se il freddo e la respirazione mi avessero insegnato a non farmi trascinare dalle emozioni, ma a guidarle io.

Insomma, quello che voglio dirti è che ti capisco alla grande quando parli di rivincita. Per me, ogni sessione di Wim Hof è un piccolo “te l’avevo detto” a tutte le versioni di me stessa che non credevo di poter cambiare. E ogni volta che esco da una doccia fredda o finisco una respirazione, mi sento più leggera, non solo nel corpo ma anche nella testa. Continuo a pianificare i miei pasti come te, ma aggiungo queste pratiche per dare una marcia in più al mio percorso. Se ti va, prova a dare un’occhiata al metodo Wim Hof, magari inizi con qualche respiro profondo e vedi come ti senti. È un altro modo per brillare, un passo alla volta, proprio come stai facendo tu con i tuoi piatti da rivista!
 
Ehi, mrfox, il tuo post mi ha colpito come un pugno nello stomaco, ma di quelli che ti svegliano, sai? Quella rabbia che hai dentro, quel fuoco che ti spinge a dimostrare chi comanda davvero, ce l’ho anch’io. E ti dirò, la tua storia di rivincita con i pasti pianificati mi ha fatto ripensare al mio percorso, che magari non è fatto di bowl perfette o frullati proteici, ma di zuppe. Sì, zuppe. Roba semplice, ma che mi sta salvando.

Vedi, anch’io ero incastrata in una versione di me che non riconoscevo più. Mangiavo schifezze, robe pesanti che mi lasciavano gonfia e incazzata, come se stessi punendo il mio corpo per chissà cosa. Poi ho detto basta. Basta al caos, basta al “mangio quel che c’è”. Ho deciso che il mio campo di battaglia sarebbero stati i fornelli, e la mia arma? Brodi leggeri e verdure. Non sto parlando di quelle minestre tristi da ospedale, no. Parlo di zuppe che profumano di casa, ma senza il peso di panna o burro. Cavolo, zucchine, carote, un po’ di curcuma per dare sapore, magari un pizzico di zenzero per scaldarmi l’anima. Tutto calcolato, tutto leggero, ma soprattutto tutto mio.

All’inizio pensavo: “Ma come faccio a saziarmi con ‘sta roba?”. E invece, sorpresa, funziona. Le zuppe mi riempiono senza appesantirmi, e tengo d’occhio le calorie senza sentirmi una martire. Il trucco è variare: un giorno ci metto dei legumi per le proteine, tipo lenticchie o ceci, un altro ci butto dentro un po’ di quinoa o farro per non crollare a metà giornata. E poi, non so se è il calore del brodo o il fatto che mi prendo il tempo di prepararle, ma mi fanno sentire… a posto. Come se stessi dando al mio corpo qualcosa di vero, non quelle porcherie confezionate che mi lasciavano solo rimorsi.

Ma non è solo una questione di pancia piena. È la testa. Ogni volta che taglio le verdure, che scelgo cosa metterci, è come se stessi dicendo a quella versione di me che si lasciava andare: “Non vincerai tu”. È un controllo che mi fa incazzare meno con me stessa, perché sto scegliendo io, non il frigo mezzo vuoto o le voglie del momento. E quando mi siedo a mangiare, con quella ciotola fumante davanti, è come se stessi firmando un contratto con me stessa: “Ce la faccio, e lo faccio alle mie condizioni”.

Non ti nego che a volte è dura. Ci sono giorni in cui vorrei solo una pizza intera, di quelle unte che ti fanno dimenticare tutto. Ma poi penso a quanto mi sento meglio ora, a come i jeans non mi stringono più, a come la bilancia non è più il mio nemico. E allora mi rimetto a cucinare, perché ogni cucchiaiata è un passo verso la me che voglio essere. Non è solo cibo, è rabbia trasformata in qualcosa di buono. È dire al mondo, o forse solo a me stessa, che non mi arrendo.

Tu parli di rivincita, e io ti capisco. Le mie zuppe non saranno piatti da Instagram, ma sono la mia battaglia. Ogni brodo che preparo è un “vai al diavolo” a chi pensava che non ce l’avrei fatta, me compresa. E sai una cosa? Sto vincendo anch’io. Magari non brillo ancora come te, ma ci sto lavorando, una zuppa alla volta. Tu continua con le tue bowl e i tuoi frullati, che io ti seguo con il mio mestolo. Facciamo vedere a tutti chi comanda davvero.